da sinistra Giacomo Verde, A. Caronia, C. Parrini, F. Bucalossi. Primi anni '90, Magazzini Generali, Milano.

 

ADDIO A GIACOMO VERDE, TRA VIDEOARTE E VITA (di Claudio Parrini)

Quando ci siamo conosciuti, nei primi anni Novanta del secolo passato, la Realtà Virtuale esplodeva e poco dopo il World Wide Web, a seguire tutto il resto, l'empatia fu immediata tanto che partecipai subito subito ad un suo progetto-azione-performance insieme ad Antonio Caronia e a latere ad un convegno (dieci persone eravamo, a quei tempi era roba troppo strana!) con Mario Perniola. Giacomo Verde era un autore eclettico: attore, regista, illustratore, scenografo, videomaker, pittore, sceneggiatore, performer, insegnante, recitatore, fotografo, ma non artista! artista era un termine che poco digeriva che non amava. Piuttosto amava l'azione, parola che spesso adottava nelle sue opere, il gesto e soprattutto il rapporto tra il proprio fare creativo e la stessa vita insieme agli altri, tanto che nei suoi ultimi giorni di questa terra aveva messo su un gruppo di amici su WhatsApp dal titolo "Giac oggi Come Stai?", dove si parlava come in flusso, una chiaccherata ironico-tragica e teatrale tra Coronavirus e Tumore, di tutto, di natura di cucina di amore e amicizia. Questo è stato l'ultimo atto della sua poetica comunitaria, di fare gruppo, così come ultimi sono stati la creazione del Collettivo Superazione e la partecipazione a Dada Boom. Il suo lavoro parte da lontano, dai Cantastorie del 1977 e dal teatro di strada, e sono importanti le sue prime tecno-performance per le vie della città con la BANDAMAGNAETICA, e giunge con altri progetti di tecnologia povera e teatro e spettacoli per bambini con il Giallo Mare Minimal Teatro e altri, fino a quando ci siamo conosciuti. In quel periodo dal 1992 al 2000 circa nell'ambito della relazione tra i nuovi linguaggi della comunicazione ed espressione da un lato e arti visive, teatro, video, antropologia, sociologia, filosofia e molto ancora dall'altro lato, è accaduto di tutto; tutto quello che poteva accadere: dagli anni 2000 in qua molto si è sistematizzato e tanto è stato sussunto dai vari Sistemi e Mondi. Il lavoro di Giacomo Verde è stato davvero gigantesco nonostante la sua giovane età, ed elencare le sue diverse oper'azioni e progetti sia singoli che con altri sarebbe un'impresa difficile. Così a memoria, e con commozione mentre scrivo, mi vengono a mente alcune cose. Mi ricordo la prima volta che vidi l'esecuzione del suo TELERACCONTO a dei bambini, oppure i suoi primi video originalissimi sempre rigorosamente in low tech, per tutta Italia ci incontravamo ai vari Festival (si chiamavano così...), lui con il suo personaggio Bit, io insieme al "mio" gruppo di lavoro della comunicazione sTRANO nETWORK, poi con un gruppetto di amici facemmo la prima Mailing List sul web italiana sull'arte dal nome Arti-Party, mi ricordo il suo impegno politico con i video "Solo limoni" e "s'era tutti sovversivi", un giorno mi spiegò, conoscendomi pittore, nei minimi dettagli la sua idea e come risolse in video l'effetto del petrolio per l'opera TRISTANOIL di Nanni Balestrini per "dOCUMENTA (13)" a Kassel nel 2012, mi ricordo quando nel 1996 avviammo con il gruppo Quinta Parete la MinimalTV, una televisione via cavo, la televisione più piccola del mondo!, spesso nei Centri Sociali di allora lui si spendeva molto per mettere su mostre ed eventi, mi ricordo le sue varie versioni di Storie Mandaliche e tanto altro che mi si riavvolge e svolge come in un montaggio video: si proprio come quando mi sono ritrovato a montare dei video con lui dove l'esplosione di risate era un continuo. Giacomo verde è stato uno dei primi autori italiani, insieme ad altri giganti come Studio Azzurro, i Giovanotti Mondani Meccanici, La Fura dels Baus, sTRANO nETWORK ed altri affiancati a riviste quali Virtual, Neural e La Stanza Rossa e case editrici come la Shake, ad occuparsi di arte interattiva e tecno-teatro e tecno-poesia, di net art e hacktivismo. Quello che rimane sulla mia pelle e nella mia anima è il suo entusiasmo, il suo essere generoso, la sua professionalità, e soprattutto l'allegria: quella era sempre presente, in modo particolare, quando facevamo, le ultime volte che ci vedevamo, di rado, i concorsi di pittura estemporanea in un paesino toscano a Marscialla, io come pittore-partecipante, lui come presidente della giuria... ovviamente per conflitto di interesse (visto l'amicizia) io non vincevo mai! Ciao TelevizionGURU.

 

La MinimalTV del gruppo Quinta Parete, 1996.


Claudio Parrini
Maggio 2020

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